Comincerò con un flashback, per presentare quello che potrebbe diventare, idealmente, il diario di un'esperienza di un gruppo e delle singole persone che lo compongono.
Qualche mese fa ho pubblicato in internet questo annuncio:"Ciao sono Veronica, laureata in filosofia. Sto cercando persone interessate a capire e migliorare se stesse e i rapporti con le altre persone, per provare insieme a costruire uno stile di vita basato sulla semplice idea che per creare la pace bisogna prima di tutto ESSERLO, e sulla convinzione che uscire dalla logica negativa ed insostenibile che regola il mondo è possibile. Mi ispiro a concezioni sia occidentali che orientali, di cui sarò ben lieta di raccontare a chi sente il bisogno di continuare a conoscere per cercare di vivere meglio".
Il mio desiderio era quello di provare a dar vita assieme ad altri ad un'esperienza ispirata ai seminari di pratiche filosofiche "condotti" dal Professor Luigi Vero Tarca a Venezia(in realtà il concetto di leadership è piuttosto controverso in questi tipi di pratiche!). Dopo un po' di tempo mi ha contattata Lorenzo: la sua reazione suggeriva non solo interesse e motivazione, ma anche l'intenzione di apportare idee personali. Mi sono entusiasmata a tal punto da farmi finalmente coraggio e creare un gruppo su facebook, con tanto di "manifesto" e altri sproloqui introduttivi.. un vero buco nell'acqua! Il social network ha confermato la sua nota facoltà di risucchiare tutto e tutti nell'effimero! Noi invece volevamo incontrarci veramente, fisicamente; metterci alla prova e non limitarci a snocciolare buoni propositi. Il primo incontro con Lorenzo è stato lungo, interessante, fortemente speculativo e un po' sofferto!! All'inizio avevo l'impressione che due personalità forti, con le loro rispettive verità da difendere, si scontrassero anziché incontrarsi. In realtà poi ho capito che avevamo in comune un desiderio fondamentale: creare un gruppo in cui la discussione su un determinato argomento non conducesse alla conquista, in genere veicolata da una persona "dialetticamente forte", di una soluzione unica e oggettiva, bensì ad un emergere ed affiancarsi di tante sfumature, tante realtà ugualmente degne in quanto espressioni di individualità, formazioni e storie diverse.
È stato Lorenzo a suggerire appunto il termine "sfumature" come possibile nome per il gruppo.
La settimana successiva con Silla e Ilaria eravamo già in quattro, e abbiamo parlato di nuovo della varie aspettative sulle dinamiche del futuro gruppo. Mentre Ilaria ha dimostrato una grande apertura e flessibilità circa modalità e contenuti, con Silla si è aggiunta una prospettiva nuova ed interessante che ci spiegherà bene (e che quindi posteremo) in futuro!
Il primo incontro "ufficiale" ..merita un post a sé stante scritto da Lorenzo, dato che ci ha erudito addirittura con una presentazione power point! :)
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Vorrei aggiungere un pensiero di Wittgenstein sulle sfumature. Parlando di giochi linguistici, W. sostiene che un gioco "privo di limiti" e "dai contorni sfumati" non cessa di essere un gioco né perde, per questo, di interesse e utilità. Anzi, spesso è proprio di un contorno sfumato e di un confine impreciso che abbiamo bisogno:"È sempre possibile sostituire vantaggiosamente un'immagine sfocata con una nitida? Spesso non è proprio l'immagine sfocata ciò di cui abbiamo bisogno?".
RispondiEliminaSecondo W., parlare di regole rigorose ed esatte lascia intendere che vi sia un canone di rigore prestabilito e datoci a priori, mentre occorre riconoscere che "In momenti diversi sono diversi i nostri ideali di esattezza" e, soprattutto, che "nessuno di essi è supremo"!
Bon! Ora ci sono! Buonasera a tutti
RispondiEliminaOggi il mio proff di letteratura spagnola mi ha messo una pulce in testa chiedendoci: "Perchè secondo voi programmi tipo "Uomini e donne" "Grande fratello" nei quali si spiano le singole vite di individui piu o meno comuni hanno più successo di programmi che descrivono tematiche/problemi più "universali"? (aggiungo che è un quesito su cui ancora si arrovellano gli sociologi...)
RispondiEliminaMi interessa sapere il vostro parere
Grazie
eh, molto interessante!! anche in filosofia emerge un po' alla volta la tendenza a non vedere più l'altro come mera entità teoretica! ma forse in questo caso la ragione è un po' diversa. in quest'ottica lo trovo positivo che la gente desideri farsi i cazzi degli altri :) o forse è solo voyeurismo puro :) in realtà penso che il pubblico di quei programmi non apprezzi molto il linguaggio astratto e la distanza dal senso comune..
RispondiEliminaBoh! In realtà anche a me piace ogni tanto vedere "Il grande fratello" (me ne vergogno)! Mi interessa la psicologia delle persone, forse è per questo...
RispondiEliminaMa se per televisione facessero SOLO programmi di una certa profondità culturale, secondo voi la gente che ora si beve solo i programmi "da spiare" li guarderebbe?
e poi...in che modo uno (secondo te Veronica che hai usato il termini voyeurismo)dovrebbe trarre qualche forma di piacere/soddisfazione/entusiasmo guardando questi programmi??
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